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FAQs
Le Carte del rischio respiratorio
Oggi fumatori e ex-fumatori possono stimare quantitativamente il rischio di sviluppare BPCO
Grazie alle Carte del rischio respiratorio i fumatori potranno sapere, d’ora in poi, quante probabilità hanno di contrarre una bronchite cronica ostruttiva (BPCO)
nei prossimi 10 anni della loro vita.
Le Carte del rischio respiratorio sono il frutto di una ricerca multicentrica coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità insieme all’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa e al Dipartimento di Epidemiologia dell’ASL RME di Roma.
Questo nuovo strumento rappresenta in Italia un’iniziativa unica nel suo genere
e la sua importanza risulta evidente se solo si pensa che proprio il fumo è la principale causa evitabile di morbosità e mortalità in Italia, come in tutti i Paesi industrializzati.
La broncopneumopatia cronica ostruttiva, che provoca nel nostro Paese 18mila morti l’anno e che, secondo l’OMS entro il 2020 potrebbe diventare la terza causa di morte, vi è strettamente correlata. Il fumo di tabacco, in particolare quello di sigaretta, è il principale nemico per lo sviluppo di BPCO.
Il fumo, infatti, rende più precoce e accentua il normale declino della funzione respiratoria. L’entità del danno broncopolmonare è direttamente proporzionale agli anni durante i quali si sono fumate sigarette, ma anche il numero di sigarette fumate quotidianamente riveste una notevole importanza.
La BPCO porta ad una sostanziale invalidità e perdita di produttività che influisce in modo rilevante sulla qualità della vita del paziente con un consistente impatto economico legato al costo dei trattamenti prolungati nel tempo ed alle ripetute ospedalizzazioni.
Per questo motivo è importante che i fumatori, ma anche gli ex fumatori siano consapevoli del rischio che corrono i loro polmoni e i loro bronchi.
Dalle Carte del rischio si possono ricavare due diversi tipi di informazioni:
La prima, consente ad ognuno di valutare la probabilità di ammalarsi di BPCO nel corso dei prossimi 10 anni di vita. Per esempio, si può ricavare che un maschio fumatore di 45 anni con esposizione ambientale e lavorativa avrà nei prossimi 10 anni una probabilità di ammalarsi di BPCO del 20-39%. A livello di popolazione ciò significa che in quella fascia di popolazione considerata, fra 10 anni, vi saranno probabilmente 20-39 casi di BPCO su 100 individui.
La seconda, consente di valutare quante volte in più si rischia di contrarre la malattia. Ad esempio, un maschio di 45 anni, fumatore e con esposizione lavorativa, nei prossimi 10 anni avrà un rischio superiore di 5 volte di ammalarsi di BPCO rispetto ad un coetaneo non fumatore e senza alcuna esposizione. A livello di popolazione ciò significa che in quella fascia d’età, fra 10 anni, probabilmente vi sarà un aumento di oltre 5 volte nel numero di casi di BPCO tra i fumatori con esposizione lavorativa, rispetto al numero di casi di BPCO tra i non fumatori senza alcuna esposizione.
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