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Testimonianze
Testimonianza III parte
di Maria Montano
Un mio amico, come mia madre, soffre di insufficienza respiratoria con ossigenoterapia, obesità grave e patologie ortopediche. Tre cose che, insieme, rendono difficile spostarsi, perché il semplice camminare porta fatica e dolore.
Lui doveva rinnovare la patente, ma è stato sottoposto ad uno strano test. Lo hanno fatto sedere al centro della stanza, su uno sgabello piuttosto basso, davanti alla commissione invalidi. Gli hanno fatto delle domande per verificare la sua lucidità. Poi gli hanno detto di rialzarsi. La persona che l’accompagnò cercò di aiutarlo ma non vi riuscì. Dovettero intervenire anche altre persone.
Uno dei medici sostenne il dubbio di rinnovargli la patente, soltanto per il fatto che non sarebbe riuscito ad uscir da solo dall’auto. In realtà al mio amico la patente non serve per guidare un’auto sportiva, bensì per andare al lavoro da solo. Per questo ha provveduto ad acquistare una macchina dalla seduta alta, ben robusta di struttura per sostenerlo nell’entrarvi e nell’uscirvi.
La commissione discusse a lungo, alla fine decise per un rinnovo annuale. Quindi questo “comico” spettacolo teatrale verrà replicato almeno una volta l’anno, se non ci saranno altri colpi di scena sul palco! Per vincere l’amarezza, di queste cose burocratiche, è meglio usare l’ironia perché a volte non si immagina che il negare piccoli diritti può peggiorare la qualità della vita, soprattutto di persone già in situazioni difficili.
A mia madre, all’ultima visita medico-legale, è stato negato il permesso per l’uso del posteggio riservato agli invalidi. Il medico che l’ha valutata ha sentenziato che la sua deambulazione non è impedita. Anzi il camminare a piedi le farebbe bene per dimagrire (corretto per una persona sana).
Non è stato possibile obiettare perché mia madre non portò esami diagnostici aggiornati, perché fisicamente non è stata in grado di eseguirli. Però sarebbe bastato osservare il suo viso contratto, mentre cammina (anzi arranca) per il respiro dispnoico e per i dolori articolari.
Ha invece il permesso per entrare con l’auto al Cimitero (dove risposano sua sorella e sua nipote). E’ stato sufficiente presentare una dichiarazione del Medico di Medicina Generale sul suo stato di salute. E’ molto apprezzabile questa sensibilità dell’amministrazione comunale. Però, sarebbe utile condurla con la stessa facilità anche in altri luoghi.
Lei non guida, l’accompagno sempre io. Ma con un posteggio riservato potevo farla uscire più frequentemente, consentirle di provvedere personalmente alle sue necessità, dal medico, al supermercato o altrove. Uscire di casa costituisce anche una distrazione ed un deterrente alla tristezza, alla depressione. Con il traffico cittadino, spesso, sono costretta ad evitare di accompagnarla se non indispensabile. Alle sue piccole faccende provvedo direttamente io, alla fine lei esce sempre meno.
Coloro che hanno delle invalidità chiedono solo la possibilità di conservare l’abilità residua, nonostante l’ossigenoterapia. Per una autosufficienza accettabile, anche fuori dalle mura domestiche e non escludersi dalla vita sociale.
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